Bolzano 2016: la dignità di un capoluogo

Lista PD per sitoBolzano deve tornare ad essere considerata su un piano totalmente diverso da quello degli altri comuni altoatesini. Deve avere risorse sicure e molto superiori a quelle attuali, deve recuperare quell’autonomia decisionale che le è stata sottratta, specie in campo urbanistico.

Sicurezza & insicurezze

Meglio affrontare subito il problema  sicurezza  e ribadire che  Bolzano è una città sicura in cui vivere. Lo confermano tutte le statistiche sulla criminalità, in regresso anche rispetto agli anni passati. Esiste però  un problema che si è manifestato nell’ultimo decennio: quello della microcriminalità e dei furti nelle abitazioni. Va affrontato, senza negarne l’esistenza, in stretta collaborazione con le forze dell’ordine, collocando laddove se ne verifichi la necessità  impianti di telecamere, migliorando la sicurezza passiva degli edifici, assicurando maggiore sorveglianza della città anche nelle ore notturne da parte della Polizia Urbana. L’insicurezza percepita dai bolzanini è legata anche alla presenza nella nostra città degli immigrati di recente arrivo. Una volta chiarito che è inutile pensare a questo problema come un fenomeno transitorio, ma che si tratta di una fase storica con la quale dovremo convivere nei prossimi decenni, occorre investire denaro e competenze per fare in modo che la presenza di questi nuovi arrivati, molti dei quali sono i futuri bolzanini, divenga sempre meno sgradita. Corsi accelerati per far capire quali sono i nostri valori e le nostre regole di vita, progetti di lavoro nei quartieri con il coinvolgimento di volontari e dell’associazionismo di base, sviluppo di una cultura dell’accoglienza che serva anche ad aumentare controllo sociale.

Efficienza, trasparenza, legalità

Va Istituito un assessorato all’organizzazione, all’innovazione, alla legalità,  garantendo gli adempimenti in tema di anti corruzione e  trasparenza. Dovremo puntare su rapidità e qualità dei servizi alla cittadinanza.  Rotazione dei dirigenti, riproposizione degli obiettivi e misurazione del loro raggiungimento. Prima di  ogni altra cosa adotteremo un regolamento che imponga ai politici eletti nel Consiglio Comunale l’astensione da procedimenti dove sono presenti interessi di parenti o affini fino al secondo grado o di società o soggetti dai quali negli ultimi tre anni abbiano percepito incarichi o emolumenti a qualsiasi titolo, esclusione fatta per gli incarichi istituzionali.

Areale ferroviario

Impostazione e avvio della realizzazione del progetto definito dal Comune con bando di finanziamento a livello europeo per lo sviluppo della città, per un quartiere nuovo, modello di funzioni integrate, di una città policentrica, senza periferie, con  servizi e abitazioni. Messa a disposizione di aree per l’edilizia sociale in cooperazione.

Noi e gli altri

Il rapporto politico, di stretta collaborazione, con la Giunta Provinciale e con i comuni vicini va completamente ripensato. La prima cosa da fare è quella di rivedere la formulazione dell’articolo 55 quinquies della legge urbanistica provinciale, la cui errata impostazione ha permesso che nascesse il cosiddetto “caso Benko” e potrebbe provocarne molti altri. A decidere sui piani di recupero urbanistico come quello di via Alto Adige devono tornare ad essere gli organi competenti e in particolare il consiglio comunale con tempi sufficienti e procedure trasparenti. In quest’ottica va collocata anche la progettazione urbanistica complessiva, con la città che, attraverso i suoi rappresentanti, torna a decidere sul proprio futuro attraverso gli strumenti del piano urbanistico (PUC) e del Masterplan. Partendo da questa base di rinnovata autonomia decisionale dovranno essere intensificati i rapporti con la Provincia e i comuni confinanti, Laives, Caldaro,  Appiano, Terlano, Sarentino, raccordando con tutti questi soggetti in primo luogo le politiche sul traffico, che nell’ambito cittadino dovranno continuare a basarsi sullo sviluppo del mezzo pubblico attraverso le corsie preferenziali, delle piste ciclabili, dalle zone pedonali, e in secondo luogo di tutte quelle infrastrutture aventi carattere sovraccomunale.

La nostra città

E’ la città dei bambini, cui dobbiamo garantire spazi verdi e di gioco sempre più ampi e sicuri, dei loro genitori, da aiutare con l’introduzione dei voucher comunali alternativi al Kindergeld, con servizi flessibili a costi ragionevoli. È la città delle donne, cui guardare con l’attenzione necessaria a sviluppare una politica culturale  attenta ad evitare le discriminazioni genere, con l’assunzione diretta di una responsabilità in questo senso da parte del Sindaco, con azioni intese a favorire la condivisione dei carichi di lavoro tra uomo e donna. È la città che si mette a fianco di nuovi soggetti sociali, promuovendo una specifica preparazione del personale comunale per affrontare  le unioni civili, e riservando una quota parte delle abitazioni comunali a genitori soli che per sentenza di separazione o divorzio siano stati costretti ad abbandonare l’alloggio, affinché possano disporre di un luogo dove incontrare i figli. E la città dei meno giovani, con il progetto “Abitare sicuro” per anziani soli. È la città dei nuovi e dei vecchi poveri cui indirizzare progetti di sostegno sociale, attenti al  reinserimento nella vita, prevalente all’aspetto assistenziale. Dobbiamo pensare a risorse adeguate con assegno di cura proporzionato al reddito, alla riforma dell’ASSB con introduzione del Consiglio degli utenti.

Fare cultura, fare sport

Un progetto da portare a conclusione quello del Polo bibliotecario e uno tutto a inventare ex novo: il recupero ai Piani della rimessa ferroviaria per creazione di un “Centro di linguaggi contemporanei.” nella musica, nella pittura, nelle lettere e del pensiero. La gestione verrà assegnata con gara ad associazioni giovanili ospiterà approfondimenti e ricerche, collaborazioni a livello internazionale, in sinergia con Accademia Europea, Università  e Tis.  Ospiterà anche sale prove musicali e grande sala per appuntamenti giovanili per feste e concerti. Bolzano continuerà ad essere “Città della memoria”, della convivenza, creazione del “Giardino dei Giusti” un parco di alberi a ricordo dei grandi della democrazia, delle scienze, della pace. Gestione a cura dell’ Archivio storico  e del Centro della Pace in collaborazione con le Sovrintendenze scolastiche. Per i giovani sportivi rideterminazione delle modalità di assegnazione delle palestre per gli allenamenti con ampliamento degli orari di utilizzo  e realizzazione di un campo di rugby.

Impegno per il futuro

Il Piano di Sviluppo Strategico della città è lo strumento fondamentale per guardare al futuro con cognizione di causa. Va rielaborato e rimesso in carreggiata in collaborazione con le associazioni economiche e di categoria, con i sindacati, con i centri istituzionali di ricerca e culturali, con le associazioni ambientali e  dei cittadini. La Bolzano del futuro è una città gelosa del suo patrimonio storico, della sua ricchezza ambientale, ma pronta ad aprirsi al nuovo, a diventare terreno di sperimentazione, ad attrarre investimenti nel Polo Tecnologico, con  tutta la disponibilità ad accogliere innovazione e ricerca, offrendosi  a grandi imprese europee come possibile realtà sperimentale di smart city.