Riforma costituzionale: un Sì convinto per un Paese più efficente

Assemblea provinciale PD 18 luglio 2016Un Paese con una macchina governativa e istituzionale efficiente, più trasparente e vicina ai cittadini, capace produrre le basi anche per positive ricadute economiche. Questo è il caposaldo della Riforma costituzionale approvata dal Parlamento e che, anche in Alto Adige, vedrà il Partito Democratico impegnato a far vincere il Sì al referendum di ottobre.

Dopo la raccolta di firme, i Democratici saranno impegnati su tutto il territorio, con i Circoli, gli eletti e i Comitati, per informare e spiegare l’importanza della Riforma che vuole realizzare un’Italia moderna, al passo con gli altri Paese europei, con un governo, una maggioranza chiara di una sola Camera, che vota la fiducia e garantisce il rispetto della volontà degli elettori e rapidità ed efficienza nel processo legislativo.

Per approfondire i punti della Riforma, l’Assemblea provinciale si è riunita, invitando eletti e segretari di Circolo, con la presenza del senatore Francesco Palermo e di Ilaria Piccinotti, componente per l’Alto Adige dell’Assemblea nazionale del PD.

Nel corso dell’incontro è stato sottolineato come per la prima volta la trasparenza della Amministrazione nei confronti del cittadino e i principi di efficientamento della stessa introdotti da tutte le riforme della Pubblica amministrazione entra in Costituzione esplicitamente.
Questo significa maggiore vicinanza al cittadino e l’idea che la Amminsitrazione (e la politica che la governa) rispondono di quello che fanno.

La riforma costituzionale va, poi, nella direzione di più democrazia diretta. Si abbassa, a certe condizioni, il quorum per i referendum. Si potranno, con legge di attuazione, prevedere referendum propositivi e di indirizzo. Un cittadino più partecipe delle istituzioni, quindi, e una quota maggiore di quella democrazia diretta così spesso evocata (non sempre a proposito e solo in astratto) da altre parti politiche.

In merito al costi si dice che la riduzione dei parlamentari e dei costi sia relativa. È pur vero che non scompaiono interamente i costi del Senato, ma la sua trasformazione garantisce di avere meno personale politico e soprattutto senza più alcuna indennità. Un aspetto che, comunque, al di là del valore monetario ha un significato anche simbolico.

Per quanto, invece, riguarda la Clausola di salvaguardia dell’Autonomia, la riforma, che attenua il numero di competenze per le altre Regioni, riconosce uno status particolare a quelle a Statuto speciale e dunque alla nostra Provincia autonoma. È stata infatti, per la prima volta sperimentato il meccanismo di una clausola di sospensione per la quale fino a che non saranno approvati nuovi statuti di autonomia a regolare le prerogative di questi territori e i rapporti con lo Stato la riforma non si applica a queste realtà.
Ciò responsabilizza il legislatore provinciale/regionale e anche e soprattutto la politica locale, poiché la riforma dello Statuto è la garanzia e il nuovo motore costituzionale che daremo alla nostra autonomia per molti decenni a venire.

L’Assemblea provinciale ha visto la partecipazione, per la prima volta nelle vesti di componente effettivo, di Renate Prader, presidente del Consiglio comunale di Bressanone.

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